Nuovo look
Posted on luglio 25th, 2010 by adminSe vuoi puoi anche lasciare un commento!
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«Le molteplici occupazioni e i ritmi accelerati della vita rendono talora difficile coltivare la dimensione spirituale. Le vacanze estive, però, se non vengono ‘bruciate’ nella dissipazione e dal semplice divertimento, possono diventare un’occasione propizia per ridare respiro alla vita interiore». (Giovanni Paolo II -6 luglio 2003). Con questo spirito, Buone Vacanze a tutti! Gli aggiornamenti dell’Aula Virtuale degli Studenti riprenderanno al termine della pausa estiva. Un ringraziamento speciale alla “redazione” degli studenti che ha lavorato duramente a questo progetto didattico.
Il documentario di Laura Halilovic, 20 anni, nata a Torino da genitori Rom, premiato a Montecarlo. Un documentario per combattere i pregiudizi
Cenerentola a Montecarlo, Laura Halilovic. Nella serata di gala del Monte Carlo Television Festival, che ha incoronato anche Fabrizio Gifuni e la
miniserie «La città dei matti», Laura ha ricevuto dal Principe Alberto di Monaco il premio URTI al miglior documentario d’autore per il suo «Io la mia famiglia rom e Woody Alien». Nata 20 anni fa a Torino, di origine rom, e cresciuta alla Falcherà, aveva un progetto che ha perseguito con tenacia e caparbietà e che l’ha portata a vivere una notte da favola: abito da sera e tante star americane a complimentarsi con lei. «Il Principe con il cavallo: è il sogno di ogni ragazza. Ma non necessariamente deve avere in testa una corona», scherza.
Emozionata e felice, ricorda che la serata è passata in un soffio e si è chiusa, come conviene a ogni Cenerentola, un soffio prima di mezzanotte. Un’auto l’aspettava per riportarla a Torino dove avrebbe ripreso gli abiti di tutti i giorni, assistente alla regia di Ricky Tognazzi sul set della fiction «Mia madre».
Si conclude per lei un anno entusiasmante: l’estate scorsa la presentazione del documentario al Festival di Bellaria, poche settimane dopo la messa in onda su Raitre, in piena estate e a notte fonda lo videro oltre 400mila persone. Da allora Laura lo ha portato in giro per le scuole di Torino e hinterland per combattere con quelle immagini e le sue parole i pregiudizi che ancora sopravvivono sulla comunità rom.
«I miei sono giunti a Torino dalla Bosnia Erzegovina in guerra nel 1982 – racconta -. Io sono nata in Italia. Ho vissuto in un campo nomadi, poi ci hanno assegnato una casa popolare». Parte della sua famiglia -come si vede nel film premiato – in roulotte ci vive ancora. Per lei i genitori sognavano un buon marito e dei bambini, e all’inizio sono stati contrari alla sua scelta, ma la lasciano fare e ora «mi spronano a continuare». Anche perché non si ferma: sta scrivendo una nuova sceneggiatura e studia da regista: non è andata a scuola, impara sul campo. È già stata assistente alla regia di Campiotti nella miniserie «Il sorteggio», oltre che di Tognazzi.
Il sogno di Laura è iniziato a 9 anni, vedendo «Manhattan». « Il cinema era la possibilità di raccontare il mondo, di comunicare con gli altri. Si tratti di un documentario o di una fiction, è uno splendido modo di descrivere la realtà». (Adriana Marmioli, in La Stampa del 12 giugno 2010)
Immagini del vulcano islandese che con le sue eruzioni ha messo in ginocchio gli aeroporti europei nel maggio 2010. Island-Vulkan-2
My best friend gave me the best advice: he said each days a gift and not a given right. Leave no stone unturned, leave your fears behind and try to take the path less travel by that first step you take is the longest stride.
If today was your last day and tomorrow was too late, could you say goodbye to yesterday? Would you live each moment like your last, leave old pictures in the past, donate every dime you have. If today was your last day.
Against the grain should be a way of life. What’s worth the prize is always worth the fight. Every second counts ’cause ther’s no second try. So live you’ll never live it twice. Don’t take the free ride in your own life.
If today was your last day and tomorrow was too late, could you say goodbye to yesterday? Would you live each moment like your last, leave old pictures in the past, donate every dime you have. Would you call old friend you never see? Remisce of memories, would you forgive your enemies? Would you find that one you’re dreamin’ of? Swear up and down to god above that you finally fall in love.
If today was your last day.
If today was your last day would you make your mark mending a broken heart? You know it’s never too late to shoot for the stars. Regardless of who you are. Do do whatever it takes, ’cause you can’t rewind a moment of this life. Let nothin’ stand in your way, ’cause the hands of time are never on your side.
If today was your last day and tomorrow was too late, could you say goodbye to yesterday? Would you live each moment like your last, leave old pictures in the past, donate every dime you have. Would you call old friend you never see? Remisce of memories, would you forgive your enemies? Would you find that one you’re dreamin’ of? Swear up and down to god above that you finally fall in love.
If today was your last day.
[Il mio migliore amico mi ha dato i migliori consigli: diceva che ogni giorno è un dono e non un diritto. Non lasciare nessuna pietra capovolta, lasciati alle spalle le sofferenze e prova a prendere il sentiero meno percorso poiché il primo passo che fai è il più difficile
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno e domani fosse troppo tardi, riusciresti a dire addio al tuo ieri? Vorresti vivere ogni tuo momento come se fosse l'ultimo? Lascia le vecchie foto nel passato, dona ogni monetina da dieci centesimi che hai. Se oggi fosse il tuo ultimo giorno.
Contro la natura dovrebbe essere un modo di vivere. Ciò che vale il prezzo è sempre valsa la lotta. Ogni secondo conta perché non c'è un secondo tentativo. Perciò vivi come se tu non vivessi più una seconda volta. Non prendere niente gratis nella tua vita.
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno e domani fosse troppo tardi, riusciresti a dire addio al tuo ieri? Vorresti vivere ogni tuo momento come se fosse l'ultimo? Lascia le vecchie foto nel passato, dona ogni monetina da dieci centesimi che hai. Vorresti chiamare un vecchio amico che non vedi più? Abbandonandoti ai ricordi, perdoneresti i tuoi nemici? Troveresti quella persona che tu sogni? Giura su e giù a Dio che tu finalmente sei innamorato.
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno.
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno, vorresti mettere il tuo marchio curando un cuore infranto? Sai che non è mai troppo tardi per raggiungere i tuoi obiettivi. Incurante di chi tu sia, prendi ciò che vuoi, perché non puoi far tornare indietro neanche un momento della tua vita. Non lasciare niente come sta, perché le mani del tempo non sono mai dalla tua parte.
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno e domani fosse troppo tardi, riusciresti a dire addio al tuo ieri? Vorresti vivere ogni tuo momento come se fosse l'ultimo? Lascia le vecchie foto nel passato, dona ogni monetina da dieci centesimi che hai. Vorresti chiamare un vecchio amico che non vedi più? Abbandonandoti ai ricordi, perdoneresti i tuoi nemici? Troveresti quella persona che tu sogni? Giura su e giù a Dio che tu finalmente sei innamorato.
Se oggi fosse il tuo ultimo giorno.]
(Nickelback – If today was your last day)
(Maki – IA)
Passio Hominis
In queste poche parole si può riassumere il significato che la Chiesa vuole trasmettere ai pellegrini in questa solenne ostensione della Sindone: la sofferenza umana accostata a quella divina. Una sofferenza così vicina ad ognuno di noi ha suscitato in me un sentimento di compassione alla vista del Telo, mi sono immedesimato in quell’uomo, e ho recuperato anche la mia Fede, che, a dire il vero, attraversava un momento di crisi. Quando mi sono recato nel Duomo ero spinto dalla curiosità più che dalla Fede, convinto della falsità- dimostrata dalla scienza e dalla storiografia- della reliquia che pare sia stata prodotta nel Medioevo. Dopo tre ore di coda, sentivo di aver perso un pomeriggio per nulla. Ma alla vista del Panno mi sono realmente e sinceramente emozionato: anche se fosse falso, anche se verrà dimostrato con sicurezza inderogabile che è una reliquia fittizia, in esso si vede il volto della sofferenza, si vede un fatto comunque reale e veritiero. Molti pensieri sulla vita, sulla mia vita, mi hanno tempestato in quei pochi minuti in cui mi sono trovato davanti alla Sindone. Prima di arrivare davanti ad essa non sapevo cosa avrei dovuto fare, dopo averla osservata, ma dopo sentii il bisogno di pregare, per quell’ uomo rappresentato e anche per tutti gli uomini: questa è una sofferenza comune a tutti. E’ una sofferenza dell’umanità prima ancora che divina.
Cesare, 18 anni
La maggior parte dei giovani dellla mia età non sanno ancora bene che cosa li attende nel futuro, però quasi tutti sanno che un domani andranno a fare l’università,magari non sanno ancora bene cosa,però sanno che ci andranno.Il dilemma che preoccupa ciascuno è “cosa farò da grande?”, la tipica domanda che ci veniva posta da bambini,e a cui dopo anni noi non sappiamo ancora rispondere.Tutti vorrebbero un lavoro che li potrebbe “sistemare” e rendere “felici e contenti” però i i sogni e le illusioni a poco a poco svaniscono e ci si scontra con la dura realtà.IL problema è che spesso ci si demoralizza pensando ad un futuro dove magari c’è un laureato che lavora al call center per 800 euro al mese dopo tanti sacrifici e anni di studio,tutti puntano in alto. Spesso si vede un lavoro umile come un fallimento, vedono un netturbino e lo reputano un ignorante,ma questo è il mondo di oggi che ci spinge a pensare questo, una persona si può sentire totalmente realizzata anche se non fa quello che tutti definiscono come “il meglio”, ci si puo sentire felici lo stesso,il vero fallimento non è magari non arrivare alla laurea e non fare il lavoro tanto desiderato,ma il vero fallimento è il deludere se stessi, la fortuna sicuramente ha una sua rilevante percentuale nella vita di una persona ma bisogna cercare di prendere maggiormente il controllo della propria situazione.Quindi,in questo futuro che ci aspetta,qualè il vero fallimento,qual è il vero successo di una persona?
(giulio 18)
Una piccola galleria di frammenti fotografici che vi aiuteranno a riflettere (a cura del prof. Luca Torchio).
“Molte persone vivono la loro vita dand
o le spalle a ciò che è troppo difficile da affrontare.
Ignorando ciò che ti ferisce, poi ti abitui a farlo.
Diventa la cosa più naturale da fare.
Se permettiamo a noi stessi di vedere soltanto ciò che vogliamo vedere, finiremo illudendoci sempre di più.
Infine, la nostra visione diventa talmente annebbiata da renderci ciechi nei confronti delle piccole verità. Proprio come lo scintillare delle stelle che è offuscato dal bagliore delle luci delle città.”
E voi? Cosa ne pensate? Avete mai voltato le spalle a qualcosa più grande di voi, lasciandolo ingigantire sempre più, non accorgendovene?