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Raccomandazioni per il contributo specifico dell'IRC alla collaborazione dei piani di studio personalizzati nella scuola primaria

Roma, 1 luglio 2004

Introduzione

L'insegnamento della religione cattolica (Irc) ha una specifica identità disciplinare, definita dagli Accordi concordatari del 1984: è un insegnamento con contenuti conformi alla dottrina della Chiesa cattolica; è inserito nel quadro della istituzione scolastica, pur nella facoltatività di avvalersene da parte dei destinatari; è dotato di programmi, insegnanti, libri di testo. In questi anni esso ha contribuito ad una più precisa conoscenza della fede cattolica e, al contempo, ha mostrato ampie risorse di apertura e di dialogo, grazie ad una modalità di trattazione dei contenuti attenta all'interdisciplinarietà, al confronto con la/e cultura/e e con le altre confessioni religiose. In questo modo è venuto incontro alle esigenze sollecitate dai mutamenti della società sempre più multietnica e multireligiosa. Ricostruire sinteticamente il cammino fatto ci permette di ricordare che il tempo trascorso tra la pubblicazione delle Specifiche e autonome attività di insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche elementari (1987), e gli Obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica (2003), è un tempo relativamente breve anche se qualitativamente considerevole, se si pensa alla ricchezza di provocazioni e di innovazioni che la Scuola primaria ha vissuto e sta vivendo. Proprio all'interno di una scuola che è andata gradualmente cambiando, sollecitata dalle trasformazioni dei nuovi modelli culturali, è stato espresso un costante impegno per rendere l'Irc più efficace e adeguato. Si ricordano ad esempio: la "Rilettura" dei programmi di insegnamento di religione cattolica per la scuola elementare (1996) e, con l'avvio del processo di riforma scolastica, la messa in atto di una Sperimentazione nazionale biennale sui programmi di religione cattolica, nella prospettiva dell'autonomia scolastica e di nuovi programmi (1998-2000), i cui esiti sono stati organizzati e sistematizzati in una serie di Quaderni, allo scopo di offrire materiali di studio e di approfondimento. Frutto di queste ed altre simili iniziative è stato di poter dialogare, con sempre maggiore consapevolezza, con la recente Legge 53/2003 e di condividere innanzitutto le finalità ivi espresse nell'art. 1:

  • favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, completandone la formazione sul piano religioso e valoriale;
  • rispettare i ritmi dell'età evolutiva, proponendo percorsi didattici articolati secondo il principio della progressività ciclica;
  • rispettare l'identità di ciascun alunno, prendendo atto delle differenze anche di carattere religioso, per una proposta didattica aperta all'incontro e al dialogo;
  • favorire la cooperazione tra scuola e famiglia, considerando la conoscenza del patrimonio storico, culturale ed umano offerto dall'Irc un arricchimento per la formazione dei figli;
  • inserire l'Irc nella didattica di ciascuna scuola, nel rispetto dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche.

Attualmente, dopo la sottoscrizione tra Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e la Conferenza Episcopale Italiana, avvenuta il 23 ottobre 2003, gli Obiettivi specifici di apprendimento per l'insegnamento della religione cattolica fanno parte delle Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati a completamento degli ambiti del sapere primario.
Di seguito vengono sviluppati i seguenti punti:

  • la riforma scolastica in atto e l'inserimento dell'Irc attraverso la presentazione degli Osa (I);
  • gli aspetti metodologici-didattici, suddivisi in due momenti: la finalità educativa degli Osa e la loro traduzione in aula (II).

I. L'insegnamento della Religione Cattolica dentro una scuola che si rinnova

1. Il progetto della riforma

Secondo quanto stabilito dagli Accordi concordatari, l'Irc si pone in stretta connessione con la realtà della scuola che oggi individua, nell'autonomia e nella riforma in atto, i due poli attorno ai quali questo insegnamento si articola. La normativa essenziale che in tal senso occorre tenere presente riguarda:

  • la legislazione relativa all'autonomia: Legge 15 marzo 1997, n. 59, art. 21; Regolamento: autonomia delle istituzioni scolastiche, DPR 8 marzo 1999, n. 275; Legge 18 ottobre 2001, n. 3, la riforma del titolo V;
  • la legislazione relativa alla riforma scolastica: Legge Delega (28 marzo 2003, n. 53), che ha dato il via all'articolazione dettagliata della riforma scolastica in corso; Decreto Legislativo (19 febbraio 2004, n. 59), che ha portato a definizione le norme generali relative al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della Legge 28 marzo 2003, n. 53. In particolare in queste Raccomandazioni si fa riferimento all'Allegato B, riguardante le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nelle Scuola Primaria e all'Allegato D, riguardante il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni).

Il dato fondamentale che si ricava da una prima lettura dei vari Documenti della riforma è una conferma di rilevante importanza, e cioè che l'Irc trova nel progetto educativo e didattico della scuola la sua naturale collocazione. Il quadro, all'interno del quale tale insegnamento trova il suo posto, è dato soprattutto dal Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (Profilo) e dagli Obiettivi generali del processo formativo (Ogpf). Il Profilo definisce le competenze che un ragazzo di 14 anni dovrebbe aver maturato durante la Scuola primaria e secondaria di primo grado. Si tratta di ciò che dovrebbe "sapere" e "saper fare", valorizzando la sue "capacità" per essere la persona e il cittadino di domani. Le "competenze" indicate sono sette ed è bene averle sempre presenti perché al loro raggiungimento contribuiscono tutte le discipline, compreso appunto l'Irc: «Esprimere un personale modo di essere e proporlo agli altri; interagire con l'ambiente naturale e sociale che lo circonda, e influenzarlo positivamente; risolvere i problemi che di volta in volta incontra; riflettere su se stesso e gestire il proprio processo di crescita, anche chiedendo aiuto, quando occorre; comprendere, per il loro valore, la complessità dei sistemi simbolici e culturali; maturare il senso del bello; conferire senso alla vita».
Si tratta di traguardi da maturare negli ambiti dell'Identità (costituita dalle dimensioni della "conoscenza di sé", della "relazione con gli altri", dell'"orientamento"); degli Strumenti culturali da acquisire (tra cui la riflessione sulla dimensione religiosa dell'esperienza umana e l'insegnamento della religione cattolica); della convivenza civile (tra cui i "diritti-doveri del cittadino" e la ricerca per sé e per gli altri di "un benessere fisico strettamente connesso a quello psicologico, morale e sociale"). Gli Obiettivi generali del processo formativo, con evidente riferimento al Profilo dello studente e alle Indicazioni Nazionali, definiscono i principi ispiratori, i processi da attivare e le consapevolezze da acquisire per l'apporto che tutte le discipline sono chiamate ad esprimere, per la Scuola primaria così indicati: «Valorizzare l'esperienza del fanciullo; riconoscere la corporeità come valore; esplicitare le idee e i valori presenti nell'esperienza; facilitare il passaggio dal mondo delle categorie empiriche al mondo delle categorie formali; favorire la dinamica dalle idee alla vita in un continuo confronto interpersonale; riconoscere la diversità delle persone e delle culture come ricchezza; praticare l'impegno personale e la solidarietà sociale».
Il percorso indicato nei Documenti lascia emergere un quadro di riferimento nel quale la dimensione etico-religiosa è esplicitamente presente nella formazione della personalità dell'alunno. In quest'ottica si rileva come l'Irc vada sempre più declinato con attenzione: all'interesperienzialità o al confronto con l'esperienza personale dell'alunno per non isolare i contenuti appresi in una dimensione astrattamente cognitiva; all'interdisciplinarietà o al necessario raccordo con tutte le altre discipline e ambiti disciplinari presenti nel piano di studi dell'alunno; alla relazionalità o al rapporto personale nella relazione educativa, che si nutre del costante dialogo tra alunno ed insegnante; alla convivenza civile o al contesto delle diverse "educazioni" che devono sostenere trasversalmente l'impegno didattico di ogni disciplina. Dentro il percorso indicato, la scuola, opportunamente definita «ambiente educativo di apprendimento», avvalendosi delle possibilità offerte dall'autonomia, rafforza il rapporto di continuità educativa con l'azione della famiglia e delle altre istituzioni educative presenti sul territorio come pure il rapporto con altre culture, confessioni e religioni. L'Irc da parte sua è sollecitato ad articolare i contenuti, redatti in conformità alla dottrina della Chiesa, in stretta relazione con la sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno "in situazione", accogliendo e valorizzando tutti gli alunni, ivi compreso chi è portatore di "diverse abilità".

2. Obiettivi specifici di apprendimento

Vengono riportati di seguito gli Obiettivi specifici di apprendimento (Osa) propri della Religione cattolica, enucleati in "conoscenze" e "abilità". Sono stati elaborati tenendo presenti i Documenti di cui sopra e confrontandosi costantemente con gli Osa delle altre discipline, in particolare con gli Osa di italiano, storia, arte e per l'educazione alla convivenza civile. Esprimono tre peculiarità: riflettono "l'ordine epistemologico" e quindi disegnano la mappa culturale che gli insegnanti di religione devono possedere e padroneggiare; obbediscono all'"unità del sapere" e all'unitarietà dell'insegnamento e quindi nel rispetto della disciplinarietà sono aperti all'inter- e transdisciplinarietà; definiscono il "livello essenziale di prestazione" del servizio che ciascuna istituzione scolastica è tenuta a fornire e garantiscono l'unità del sistema formativo nel rispetto della flessibilità richiesta dall'autonomia e dall'apertura al territorio; soprattutto consentono ai fanciulli e ai ragazzi di maturare, nei modi adatti alla loro età, in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo.

2.1. Criteri di lettura degli Obiettivi specifici di religione cattolica

Per una corretta lettura degli Osa di Religione cattolica occorre tenere presenti i criteri che ne hanno regolato la formulazione: alcuni di carattere generale ed altri più specificamente attenti all'aspetto disciplinare. Li elenchiamo per una presentazione solo orientativa. Criteri generali

  1. Uno stile sintetico, che obbedisce al principio dell'ologramma, cioè all'unità del sapere, per cui i singoli Osa si rimandano gli uni agli altri; non sono mai chiusi in se stessi, ma sono sempre un complesso, continuo rimando al tutto, come del resto anche prospettato dall'armonia del "credo" cristiano, che ha trovato nei documenti del Concilio Vaticano II una felice sintesi.
  2. Una struttura che specifica gli Osa in "conoscenze" (colonna di sinistra) e in "abilità" (colonna di destra). Si tratta di una impianto che, nella mens della riforma, non richiede una precisa corrispondenza tra le due colonne, in quanto la proposta non si pone sul versante dell'operatività didattica, che invece è riservata ai soggetti delle singole Istituzioni scolastiche. La colonna delle abilità non è subalterna a quella delle conoscenze, sollecita piuttosto una feconda integrazione fra "sapere" e "saper fare", in vista dell'"essere" della persona dell'allievo, capace di maturare ed esprimere le competenze elencate nel Profilo.
  3. La gradualità didattica, a partire dal sostegno iniziale alle categorie esperienziali per approdare solo nel 2° biennio ai quadri disciplinari e alla conoscenza organizzata. Secondo quanto richiesto dalle Indicazioni, i fanciulli e i ragazzi passano gradatamente dall'"esserci" al "prendere coscienza" dell'esperienza, dalla "coscientizzazione" alla "riflessione" sul vissuto, nel caso specifico valorizzando gli strumenti culturali propri della Religione cattolica. Oltre che rispettare la crescita dell'alunno e i processi dell'apprendere dal monoennio al secondo biennio, tale gradualità assicura anche l'organicità e l'integrazione dei contenuti essenziali della Religione cattolica nel più vasto orizzonte del sapere e del saper fare che l'alunno va assimilando e trasformando in competenze (progressività ciclica). Criteri relativi all'irc
  4. L'apertura, il confronto e l'interazione fra discipline ed i relativi Osa, che hanno comportato un'attenzione particolare alla scansione disciplinare in modo da articolare i contenuti propri della Religione cattolica in sintonia con quelli delle altre discipline, in particolare, come già osservato, con l'italiano, la storia e l'arte.
  5. La fedeltà ai nuclei fondanti del dato cristiano (l'incontro tra Dio e l'uomo; Gesù Cristo, Figlio di Dio e Salvatore; la Chiesa; l'agire cristiano nell'orizzonte della speranza), espressi nella specifica professione di fede cattolica in tutta la sua valenza culturale e con evidente attenzione alla scuola. Ciascun nucleo fondante, a cui rimandano gli Osa, è comprensivo di altri elementi e aspetti collegati al sapere religioso, come: il bisogno di Dio insito nel cuore umano e che si esprime nei segni-simboli delle religioni; la rivelazione di Dio all'uomo nel suo rapporto con le figure dell'Antico e del Nuovo Testamento (persone ed eventi); la comunità cristiana come mistero espresso nelle immagini di famiglia e di popolo di Dio, nelle sue varie espressioni: della celebrazione e delle feste liturgiche (Pasqua-domenica, Natale, ecc.), dell'annuncio e della preghiera, della testimonianza della carità e del dialogo.
  6. La valorizzazione della Bibbia e dei suoi effetti nella cultura, per cui la Bibbia va considerata non solo in se stessa ma anche negli effetti prodotti nel tempo, nei segni e nei documenti che da essa scaturiscono: gli stili di vita evangelici, i testimoni di ieri e di oggi, alcune espressioni del pensiero cristiano, le espressioni artistiche, la vita e gli eventi forti della comunità cristiana, testi del magistero della Chiesa.
  7. Il dialogo con le altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e quello con le altre religioni, che comporta la consapevolezza di una confessionalità aperta ai segni religiosi dell'ambiente e a quelli di altri popoli, nonché al confronto (il tutto proporzionato all'età, alla classe, al contesto di vita degli alunni, ecc). È implicita qui l'attenzione anche alla multiculturalità da cui, come si è già accennato, non si può prescindere nella società in cambiamento com'è quella attuale.
Un filo rosso percorre i criteri indicati. Esso si può esprimere nella dinamica di un processo che va dall'umano all'umano religioso, dal religioso al cristiano, dal cristiano al cristiano-cattolico, con l'accoglienza e l'apertura verso chi professa un credo diverso e/o segue altro sistema di pensiero. Sono indicativi del processo che dovrà portare gli alunni a sviluppare la loro personalità nella dimensione religiosa, anche in vista della convivenza civile.

2.2. I contenuti espressi nelle conoscenze e nelle abilità

La lettura attenta degli Osa di Religione cattolica permette di individuare i contenuti religiosi espressi nelle "conoscenze" e nelle "abilità", che gli alunni dovranno acquisire nell'arco della Scuola primaria. Entrambi esprimono attenzione al criterio della "conformità alla dottrina della Chiesa","nel quadro delle finalità della scuola". Se "conformità alla dottrina della Chiesa" sta ad indicare coerenza nella trattazione dei nuclei fondanti del mistero cristiano, l'"attenzione alla scuola", nel grado scolastico che ci riguarda, sta a indicare che il dato cristiano va trattato tenendo in considerazione queste tre scelte:

  1. essenzializzazione e organicità. Esprimono la scelta di promuovere un insegnamento che si sviluppa attorno ai nessi fondamentali del cristianesimo: Dio, Cristo, Chiesa, morale e l'armonia intrinseca ai contenuti, per una conoscenza non a sé stante ("conoscenze") ma integrata con un accostamento più diretto e partecipato ("abilità");
  2. fenomenicità del dato cristiano. Ci sono aspetti tangibili del cristianesimo che riguardano l'esperienza cristiana, i fatti di vita, le persone, i segni-simboli delle tracce cristiane nella storia, i documenti. Nella trattazione dei contenuti si dovranno tener presenti le componenti dell'esperienza religiosa: antropologica, teologica, storica, etica, linguistica, artistica;
  3. concentrazione su alcuni nuclei tematici essenziali. Essi rispettano la tripartizione del "credo" secondo la visione cristocentrica della più genuina tradizione cristiana. Con ciò si vuol mediare l'idea che i diversi contenuti hanno pienezza e compimento in Gesù Cristo. In Lui oltretutto si trova il punto di convergenza per cogliere e valorizzare quanto di comune c'è nelle altre confessioni religiose e così far emergere lo specifico, ossia il cristianesimo nella confessione cattolica.

Possiamo quindi dire che gli Osa esprimono gli elementi essenziali del cristianesimo, elementi che, nel rispetto della scuola, si articolano su tre versanti:

  • il versante della dimensione storico-rivelata espressa nel dato cristiano-cattolico;
  • il versante delle fonti, con un'attenzione particolare alla Bibbia e al suo linguaggio (strettamente collegato al precedente);
  • il versante del "rispetto" e del "dialogo" con altre confessioni religiose.

Quest'ultimo versante, del rispetto e del dialogo, merita una particolare sottolineatura, in vista dell'apprendimento ecumenico ed interreligioso che la scuola dovrà assicurare nel contesto sempre più diversificato e culturalmente vario, anche per i continui flussi migratori a cui l'Italia e l'Europa sono soggetti. Tenendo conto dell'età e con attenzione alla gradualità educativa, fin dalla prima classe della scuola primaria gli Osa intendono favorire negli alunni la scoperta delle religioni che attribuiscono a Dio l'origine del mondo (Cf. 1ª classe). In seguito gli alunni saranno impegnati a mettere insieme alcune interpretazioni sull'origine del mondo e sulle forme di preghiera a Dio, Padre comune (Cf. 1° biennio), per poi arrivare a confrontare il cristianesimo con le espressioni religiose di altri popoli e la Bibbia con i testi sacri delle principali religioni (Cf. 2° biennio).

II. Orientamenti metodologico-didattici

1. Nuclei tematici e orientamenti metodologici

Una volta elencati i criteri di lettura degli Osa, si offrono ora indicazioni per la loro messa in opera didattica. Appurato che bisogna partire dall'esperienza dell'alunno, si tratta di prospettare l'effettiva valorizzazione didattica degli Osa nell'arco degli anni del percorso scolastico considerato e nei singoli anni, quali orientamenti metodologici-didattici avviare per il lavoro in aula. Per una efficace risposta operativa a questi interrogativi si può partire dall'individuare i quattro nuclei contenutistici attorno ai quali articolare una serie di tematiche sottese agli Osa, tenendo sempre presente la peculiarità dell'apprendere dell'alunno e le indicazioni generali richiamate sopra (oltre al Profilo e gli Ogpf anche il Piano dell'Offerta Formativa, [Pof]). Dio e l'uomo. Il passaggio graduale, dalle categorie esperienziali più vicine all'apprendere del bambino della 1ª classe alla capacità dell'alunno del 2° biennio di passare dall'esperienza alle prime conoscenze riflesse, richiede che vengano affrontati alcuni aspetti contenutistici di cui gli Osa sono portatori:

  • Dio è il creatore. C'è uno stretto rapporto tra Dio e il mondo e tra Dio e l'uomo, e questo può essere visto nei primi Osa della 1ª classe e del 1° biennio;
  • il disegno di Dio è tracciato nel tempo. Alle origini c'è la creazione, al termine la parusia con la vita eterna, al centro l'evento di salvezza portato da Gesù Cristo: la Pasqua. È la dinamica storico-salvifica del cristianesimo, dimensione costante negli Osa delle diverse classi.

La valenza etico-antropologica di questo nucleo si esprime in un atteggiamento di sorpresa e di accoglienza del creato e, in esso, soprattutto della persona umana, in vista quindi del rispetto e del dialogo con ogni persona, anche con chi professa altre confessioni e religioni o con chi è senza un particolare credo da professare pur non essendo privo di altro riferimento di significato. Sono le prospettive aperte riflettendo sui grandi temi posti dall'uomo sulla terra, sempre ricorrenti e oggi resi ancora più acuti. Gli Osa aprono a questa riflessione, dando un loro contributo specifico per favorire lo sviluppo della vita in tutte le sue manifestazioni e la maturazione di ogni persona. La Bibbia è fonte privilegiata per accostare questo nucleo. Essa richiede un approccio graduale secondo le possibilità psicologiche e culturali dell'alunno. Gesù di Nazareth è il nucleo fondante e centro della religione cristiana. A Lui si rivolge la rivelazione e da Lui parte la comprensione della stessa rivelazione su Dio, sulla sua persona in quanto Figlio di Dio, sulla sua missione che culmina nella Pasqua. L'accorgimento metodologico per una più efficace presentazione della persona di Gesù richiede che il punto di partenza sia prevalentemente induttivo. Si parte dall'umanità di Gesù per giungere al suo mistero espresso con un crescendo che rispetta la verità teologica ed anche la gradualità educativa: Gesù è «l'Emmanuele, il Dio con noi» (Cf. 1ª classe); è «il Messia, compimento delle promesse di Dio» (Cf. 1° biennio); «Il Signore che rivela il Regno di Dio» (Cf. 2° biennio). Concretamente, gli alunni vengono aiutati a scoprire chi è Gesù di Nazareth attraverso ciò che ha fatto e ha detto. Sono i contenuti proposti dagli Osa che presentano delle dimensioni costanti:

  • la collocazione di Gesù nella storia e nella cultura della sua gente, del suo popolo;
  • la contestualizzazione della sua missione: Gesù compie le promesse di Dio; con il suo insegnamento «viene incontro alle attese di perdono e di pace, di giustizia e di vita eterna»; i fatti della Pasqua esprimono il dono salvifico di Dio all'umanità e sono il punto di partenza del cristianesimo;
  • la rivelazione dell'identità umana e divina di Gesù.

Il processo metodologico richiede che questo nucleo si realizzi attingendo alle fonti evangeliche (dalla nascita di Gesù alla sua Pasqua). La via stessa del Vangelo indica anche una dinamica che passa dall'agire di Gesù alla domanda sulla sua identità per arrivare a dire chi è veramente Gesù. Non vanno poi dimenticate le attese che l'alunno porta con sé: della scoperta di una propria identità, confrontandosi con il mondo circostante ad iniziare dalla famiglia, e della ricerca di riferimenti e stili di vita che gli possono risultare significativi. La Chiesa e i cristiani. La vita della comunità cristiana e la sua presenza nel mondo e nella storia si coglie, come indicano gli Osa, attraverso i segni:

  • i segni della presenza e dell'azione dei cristiani nell'oggi e nella storia con la loro rilevanza personale e sociale. Si tratta di «figure significative», quali «progetti riusciti di vita»: «Maria», «i santi e i martiri» di ieri e di oggi;
  • il linguaggio delle fonti: la Bibbia con particolare attenzione ai Vangeli, agli Atti degli apostoli, ma anche ad altri testi della tradizione cristiana; segni e simboli nelle espressioni celebrative, in particolare nei sacramenti dell'iniziazione cristiana, nella preghiera, nelle feste, nell'arte, ecc.;
  • i segni dell'accoglienza e del servizio di carità.

Una volta individuati i gesti concreti dell'agire e della testimonianza sarà più facile per gli alunni cogliere il mistero della Chiesa, che gli Osa identificano progressivamente come «comunità dei cristiani» (Cf. 1ª classe), «comunità che celebra il mistero di Cristo» (Cf. 1° biennio), «popolo di Dio nel mondo con le sue persone, istituzioni e strutture» (Cf. 2° biennio). L'alunno anche a questo nucleo si avvicina portando una serie di attese, legate all'esigenza di essere accolto e di vivere felici relazioni interpersonali per appartenenze allargate e sempre più coinvolgenti. I valori morali. Alla luce dell'umanesimo cristiano, le questioni morali trovano una risposta nel progetto di Dio che, fin dalle origini, ha impresso alla vita umana un naturale orientamento, sulla base di valori etici affidati ad ogni persona e presenti in tutti i popoli, seppure non sempre ugualmente compresi e condivisi. Tra i vari valori morali gli Osa mettono in evidenza il rispetto del creato, la giustizia, la pace; il valore della vita umana come dono e impegno; le scelte nel rispetto del bene comune per una "convivenza civile" che nello specifico dell'età racchiudono i valori del vivere insieme. Regole e comandamenti, letti alla luce del comandamento dell'amore, aprono la via alle beatitudini evangeliche, vera libertà umana. L'alunno è alla ricerca di esprimersi con una sua responsabilità, con scelte che rendono più personale e qualificata la sua crescita, dove il rispetto delle cose e la ricerca del bene degli altri vengono intesi come espressioni importanti della sua vita.

2. Gli Obiettivi formativi e le Unità di apprendimento

La messa a punto dei Piani di studio personalizzati richiede da parte degli Insegnanti di religione cattolica (Idr) l'attenzione all'orizzonte educativo della scuola, formalmente sancito dal Pof. Per evitare frammentazioni eccessive e l'impostazione di un'attività didattica troppo occasionale, è senz'altro utile lasciarsi guidare da una categoria educativa, o un motivo conduttore, per ogni anno di studio con la quale "incontrare" gli Osa, mettendola in sequenza con gli anni che precedono o succedono. Da qui la necessità di elaborare pertinenti Obiettivi formativi (Of).


2.1. Dagli Obiettivi specifici agli Obiettivi formativi
Parlare di Obiettivi formativi significa entrare in maniera decisiva nel lavoro didattico degli insegnanti, con l'attenzione dovuta al contesto culturale e scolastico e alla necessaria mediazione delle Ua. Gli Of sono traguardi da raggiungere che coniugano a livello didattico sia gli Ogpf che gli Osa. Non si può infatti mettere a frutto didatticamente gli Osa senza tener presenti l'orizzonte educativo di cui sopra, in particolare appunto gli Ogpf. Gli Of richiedono quindi alcune attenzioni:

  • si realizzano attraverso la predisposizione di compiti di apprendimento accessibili agli alunni;
  • sono quindi legati alla logica psicologica e didattica;
  • sono formulati come traguardi chiari, importanti e significativi da raggiungere, come risposte di qualità ai bisogni dei destinatari;
  • sono da considerare nella prospettiva del processo di apprendimento che richiede tempi e modi rispettosi delle caratteristiche personali;
  • sono formulati in base al principio dell'ologramma e rimandano ad altre discipline;
  • sono punti di riferimento e guida per la progettazione delle Ua.

Per la loro formulazione si mette in atto un percorso che può partire dal basso o dall'alto, ma che in ogni caso deve tener conto sia degli alunni e delle loro esperienze che degli Osa e della loro formulazione:

  • nel caso che la partenza sia dal basso, cioè dalle esperienze degli alunni e dalle loro esigenze ed interrogativi, gli Osa andranno intesi come elementi regolatori che intervengono sull'esperienza personale. È la partenza più adatta ai primi tre anni della Scuola primaria, data la necessità di adeguarsi all'universo semantico dell'alunno per cominciare a costruirvi intorno un processo di crescita e strutturazione affettiva e cognitiva;
  • nel caso che la partenza sia dall'alto, cioè a partire dall'articolazione delle "conoscenze" e delle "abilità" proprie degli Osa, si tratterà poi di favorire l'adattamento all'esperienza personale degli alunni, per una trasformazione significativa tipica del processo educativo. È la partenza più adatta al 2° biennio, dove l'emergere di conoscenze più strutturate anche disciplinarmente richiede all'alunno di rivedere il proprio campo semantico ed esperienziale per inserirsi progressivamente nella cultura "adulta". Anche in questo caso comunque gli Of non derivano dagli Ogpf e dagli Osa per semplice deduzione.

Gli Of sono sempre frutto di riflessione e di negoziazione da parte dell'insegnante che considera alcuni aspetti o prospettive, vale a dire le variabili in gioco nell'attività didattica: capacità ed esigenze degli alunni, esigenza della disciplina, la trasferibilità didattica in contesto. In particolare l'insegnante, nel caso specifico l'IdR, dovrà conoscere le "capacità" dell'alunno in relazione alle "conoscenze" e "abilità" specifiche dell'Irc, quindi dovrà procedere all'identificazione di Ua che daranno il via a un percorso organico e mirato.


2.2. Dagli Obiettivi formativi alle Unità di apprendimento
Il processo didattico dell'Irc, come quello delle altre discipline, sarà ordinato al raggiungimento degli Of, facendo leva sul passaggio dalle capacità potenziali dell'alunno, all'acquisizione delle specifiche competenze, incrociando natura ("capacità"), cultura ("conoscenze" e "abilità"), vita ("competenze"). Infatti, è attraverso le Ua che, sulla base delle capacità possedute dagli alunni, si acquisiscono conoscenze e abilità, riconoscibili nelle competenze. Le Ua disciplinari, intese come segmenti di attività didattiche, richiedono la formulazione di uno o più Of integrati, la precisazione delle attività didattiche da attivare e la decisione sulle modalità di verifica. Nel processo didattico per la formulazione di Ua è importante infatti tener presenti tre fasi: ideativo/progettuale, mediativo/didattica, verifica degli esiti che dovrà risultare nel Portfolio delle competenze personali. Le Ua possono riguardare il gruppo classe o altri tipi di raggruppamenti. A volte assumono la forma del laboratorio. Sempre richiedono dagli educatori/trici e dalle famiglie una particolare attenzione alla declinazione del Profilo esplicitato nel Pof di ciascuna istituzione scolastica, in riferimento a quanto dettato dai Documenti nazionali.

3. Criteri metodologici per le attività didattiche

Sull'orizzonte del "sapere religioso", così come delineato nei punti precedenti, per una sintesi operativa che possa orientare gli Idr nella progettazione delle Ua, i criteri da privilegiare sono i seguenti:

  • la valorizzazione dell'esperienza personale, sociale, culturale e religiosa dell'alunno;
  • l'uso graduale dei documenti della Religione cattolica, in particolare la Bibbia, i testi del Magistero e della tradizione cristiana, opportunamente scelti per giungere alla padronanza di abilità metodologiche e di indagine indispensabili alla comprensione del messaggio cristiano;
  • l'attenzione ai segni-simboli della Religione cattolica letti come espressioni della tradizione ebraico-cristiana, riscontrabili nella memoria storico-artistica e culturale italiana ed europea;
  • l'incontro con testimoni della storia che hanno saputo e sanno coniugare i valori cristiani con la vita, offrendo esempi concreti di giustizia, rispetto, accoglienza, integrazione sociale, impegno coerente e responsabile, cooperazione e solidarietà;
  • la conoscenza e il dialogo con altre tradizioni religiose presenti nella società multietnica e multireligiosa.

Si delinea in questo modo una costante correlazione, ossia un processo circolare di apprendimento che va dall'apertura al senso della vita, intercettando quindi «la vita e le sue domande», all'interpretazione religiosa (cristiana) attraverso l'incontro e il dialogo con altre confessioni religiose e/o sistemi di significato. Questo permette un approccio al cristianesimo che supera l'astrazione dal vissuto e permette di rilevare la dimensione religiosa (cristiana) dell'esperienza in modo da cogliere la portata umanizzante della "cultura" cristiana. In questo "processo circolare" il confronto con il territorio diventa indispensabile. Le "competenze" acquisite nell'Irc contribuiscono alla compilazione del Portfolio personale dell'allievo. Per questo potranno e dovranno essere messe a disposizione: prove scolastiche significative, osservazioni docente-famiglia-allievo, indicazioni di sintesi utili all'esercizio delle funzioni proprie di questo strumento: la valutazione e l'orientamento.

Fino all'Aula

Queste "Raccomandazioni" intendono accompagnare gli IdR in aula, dove la loro formazione viene effettivamente messa alla prova. Partendo dall'esperienza di insegnamento acquisita negli anni, dal desiderio di entrare nella riforma scolastica in atto portando un proprio autorevole contributo, si può guardare in avanti con una ragionevole speranza di arrivare "fino all'aula" e tradurre nel migliore dei modi le Indicazioni nazionali riguardanti anche l'Irc e qui riproposte. La sottoscrizione degli Osa appena presentati rappresenta l'atto ufficiale di questo disponibilità. Si tratterà di ripartire da dove eravamo arrivati. La Sperimentazione aveva messo in movimento persone ed energie, per un risultato che richiede senz'altro di venire ripensato ma che ha maturato alcune prospettive significative, di grande rilievo, dovute in particolare:

  • ad un Irc aperto alla scuola che si andava riformando;
  • ad una didattica ben concentrata sia per la coerenza dei contenuti che per modalità pedagogiche attenta ai singoli destinatari;
  • all'incontro e al dialogo con la/e cultura/e e con le altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e con altre religioni;
  • ad una elaborazione dei testi scolastici più mirata;
  • all'incontro tra gli Idr delle diverse regioni d'Italia.

Facendo quindi tesoro delle scelte didattiche emerse, in particolare del principio della correlazione, dei criteri dell'essenzialità e della progressione ciclica (anche se quest'ultimo per un'applicazione meno rigida), si tratta ora di continuare ad operare per promuovere un Irc sempre più dentro la scuola, capace di interagire con le altre discipline ed "educazioni" per un insegnamento che effettivamente contribuisca a raggiungimento di quelle attese espresse dalle "competenze" elencate dal Profilo e sintetizzate dal raggiungimento di una felice "convivenza civile". Con l'attenzione di cui sopra, si possono valorizzare i risultati della Sperimentazione pubblicati nel Documento conclusivo della sperimentazione nazionale sull'IRC, n. 5 (2002). Le matrici progettuali stesse possono aiutare a traghettare il rinnovamento dell'Irc che in questi anni ha imparato a misurarsi, oltre che sul "credo" cristiano, anche sulla dimensione religiosa della cultura e della storia, con attenzione al dialogo con altre confessioni religiose e altri sistemi di significato. Sono uno strumento che, opportunamente adattato, può risultare utile agli Idr ed essere aiutati a saper scegliere, a provare e a lavorare tenendo conto sia della trattazione dei contenuti, con attenzione a nuclei tematici essenziali e significativi da sviluppare in forma progressiva e ciclica, sia del pluralismo culturale e religioso presente nel contesto attuale socio-culturale e quindi scolastico, nazionale, europeo ed anche locale. In questa fase bisognerà procedere su due piste di lavoro:

  • informare bene sulla riforma in atto e sulla ricaduta che essa ha sull'Irc;
  • predisporre dei percorsi didattici significativi.

La responsabilità dell'attività di aggiornamento è diversamente distribuita, anche se alle Regioni, continuando una scelta che si va consolidando, spetterà la parte più rilevante ed operativa, con il contributo del Servizio nazionale per l'Irc e di alcune Università a ciò deputate. La forma dei "laboratori didattici" è sempre la più efficace, da attivarsi in varie forme di collaborazione, con l'intento di progettare e di sviluppare sul campo l'Irc all'interno del Pof, nel quadro del Decreto Legislativo del 19 febbraio 2004, n 59, avendo ben presente che la finalità dell'insegnamento sta nel contribuire in maniera decisiva perché gli alunni abbiano «a costruirsi una vita ben riuscita, dentro una prospettiva ricca di senso».

A cura del Servizio Nazionale I.R.C. della C.E.I.

Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) - Scuola primaria

Classe prima

Conoscenze

Abilità

Dio Creatore a Padre di tutti gli uomini Scoprire nell'ambiente i segni che richiamano ai cristiani e a tanti credenti la presenza di dio Creatore e Padre
Gesù di Nazaret, l'Emmanuele "Dio con noi" Cogliere i segni cristiani del Natale a della Pasqua
La Chiesa, comunità dei cristiani aperta a tutti i popoli Descrivere 1'ambiente di vita di Gesù nei suoi aspetti quotidiani, familiari, sociali e religiosi. Riconoscere la Chiesa come famiglia di Dio che fa memoria di Gesù e del suo messaggio
Classe seconda e terza
Conoscenze Abilità
L'origine del mondo e dell'uomo nel cristianesimo e nelle altre religioni Comprendere, attraverso i racconti biblici delle origini, che il mondo è opera di Dio, affidato alla responsabilità dell'uomo
Gesù, il Messia, compimento delle promesse di Dio Ricostruire le principali tappe della storia della salvezza, anche attraverso figure significative
La preghiera, espressione di religiosità Cogliere, attraverso alcune pagine evangeliche, come Gesù viene incontro alle attese di perdono e di pace, di giustizia e di vita eterna
La festa della Pasqua Identificare tra le espressioni delle religioni la preghiera e, nel "Padre Nostro", la specificità della preghiera cristiana
La Chiesa, il suo credo e la sua missione Rilevare la continuità e la novità della Pasqua cristiana rispetto alla Pasqua ebraica. Cogliere, attraverso alcune pagine degli "Atti degli Apostoli", la vita della Chiesa delle origini. Riconoscere nella fede e nei sacramenti di iniziazione (battesimoconfermazione- eucaristia) gli elementi che costituiscono la comunità cristiana
Classe quarta e quinta
Conoscenze Abilità
Il cristianesimo e le grandi religioni: origine e sviluppo Leggere a interpretare i principali segni religiosi espressi dai diversi popoli
La Bibbia e i testi sacri delle grandi religioni Evidenziare la risposta della Bibbia alle domande di senso dell'uomo e confrontarla con quella delle principali religioni
Gesù, il Signore, che rivela il Regno di Dio con parole e azioni Cogliere nella vita e negli insegnamenti di Gesù proposte di scelte responsabili per un personale progetto di vita
I segni e i simboli del cristianesimo, anche nell'arte Riconoscere nei santi e nei martiri, di ieri e di oggi, progetti riusciti di vita cristiana
La Chiesa popolo di Dio nel mondo: avvenimenti, persone e strutture Evidenziare 1'apporto che, con la diffusione del Vangelo, la Chiesa ha dato alla società e alla vita di ogni persona. Identificare nei segni espressi dalla Chiesa 1'azione dello Spirito di Dio, che la costruisce una e inviata a tutta 1'umanità. Individuare significative espressioni d'arte cristiana, per rilevare come la fede è stata interpretata dagli artisti nel corso dei secoli. Rendersi conto che nella comunità ecclesiale c'è una varietà di doni, che si manifesta in diverse vocazioni e ministeri. Riconoscere in alcuni testi biblici la figura di Maria, presente nella vita del Figlio Gesù e in quella della Chiesa.

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