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Jul 25, 2010

Scuola secondaria I grado Stampa questa pagina

Raccomandazioni nazionali per l'IRC della scuola secondaria di primo grado

Roma, 25 marzo 2005 -  Festa dell'Annunciazione

Introduzione

L'insegnamento della religione cattolica (Irc) si propone con una identità disciplinare propria, definita dagli Accordi concordatari del 1984. E' un insegnamento; inserito nel quadro della istituzione scolastica, pur nella facoltatività di avvalersene da parte dei destinatari, con contenuti conformi alla dottrina della Chiesa cattolica. Assieme alle altre discipline, contribuisce alla formazione integrale della persona dell'alunno. E' dotato di Obiettivi specifici, insegnanti, libri di testo. In questi anni esso ha dato un apporto insostituibile per una adeguata conoscenza della fede cattolica, ben inserita dentro le finalità della scuola, mettendo in evidenza ampie risorse di apertura e di dialogo, grazie ad una modalità di trattazione dei contenuti attenta all'interdisciplinarità, al confronto con la/e cultura/e e con le altre "confessioni religiose", quindi con le altre Chiese e comunità ecclesiali e con le religioni non cristiane. In questo modo è venuto incontro alle esigenze sollecitate dai mutamenti della società sempre più multietnica, multiculturale e multireligiosa. Ricostruire sinteticamente il cammino fatto ci permette di ricordare che il tempo trascorso tra la pubblicazione del Programma di religione cattolica nella scuola media (1987), e gli Obiettivi specifici di apprendimento della religione cattolica (2004), è un tempo relativamente breve anche se qualitativamente considerevole, se si pensa alla ricchezza di provocazioni e di innovazioni che la scuola media ha vissuto e sta vivendo. Proprio all'interno di una scuola che è andata gradualmente cambiando, sollecitata dalle trasformazioni dei nuovi modelli culturali, è stato espresso un costante impegno per rendere l'Irc più efficace e adeguato. Ne è prova, ad esempio, la messa in atto di una Sperimentazione nazionale biennale sui programmi di religione cattolica, nella prospettiva dell'autonomia scolastica e di nuovi programmi (1998-2000), i cui esiti sono stati organizzati e sistematizzati in una serie di Quaderni, allo scopo di offrire materiali di studio e di approfondimento. Frutto di questa ed altre simili iniziative è stato di poter dialogare, con sempre maggiore consapevolezza, con la recente Legge 53/2003 e di condividere innanzitutto le finalità ivi espresse nell'art. 1:

  • favorire la crescita e la valorizzazione della persona umana, completandone la formazione sul piano religioso e valoriale;
  • rispettare i ritmi dell'età evolutiva, proponendo percorsi didattici articolati secondo il principio della progressività ciclica;
  • rispettare l'identità di ciascun alunno, prendendo atto delle differenze anche di carattere religioso, per una proposta didattica aperta all'incontro e al dialogo;
  • favorire la cooperazione tra scuola e famiglia, considerando la conoscenza del patrimonio storico, culturale ed umano offerto dall'Irc un arricchimento per la formazione dei figli;
  • inserire l'Irc nella didattica di ciascuna scuola, nel rispetto dell'autonomia delle singole istituzioni scolastiche.

I. L'insegnamento della Religione Cattolica dentro una scuola che si rinnova

1. Contesto culturale e sociale della riforma

Secondo quanto stabilito dagli Accordi concordatari, l'Irc si pone in stretta connessione con la realtà della scuola che oggi individua, nell'autonomia e nella riforma in atto, i due poli attorno ai quali questo insegnamento si articola. La normativa essenziale che in tal senso occorre tenere presente riguarda:

  • la legislazione relativa all'autonomia: Legge 15 marzo 1997, n. 59, art. 21; Regolamento: autonomia delle istituzioni scolastiche, DPR 8 marzo 1999, n. 275; Legge 18 ottobre 2001, n. 3, la riforma del titolo V;
  • la legislazione relativa alla riforma scolastica: Legge Delega (28 marzo 2003, n. 53), che ha dato il via all'articolazione dettagliata della riforma scolastica in corso; Decreto Legislativo (19 febbraio 2004, n. 59), che ha portato a definizione le norme generali relative al primo ciclo dell'istruzione, a norma dell'articolo 1 della Legge 28 marzo 2003, n. 53. In particolare in queste Raccomandazioni si fa riferimento all'Allegato B, riguardante le Indicazioni Nazionali per i Piani di Studio Personalizzati nella Scuola Primaria e all'Allegato D, riguardante il Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (6-14 anni).

Il dato fondamentale che si ricava da una prima lettura dei vari Documenti della riforma è una conferma di rilevante importanza, e cioè che l'Irc trova nel progetto educativo e didattico della scuola la sua naturale collocazione. Il quadro, all'interno del quale tale insegnamento trova il suo posto, è dato soprattutto dal Profilo educativo, culturale e professionale dello studente alla fine del primo ciclo di istruzione (Profilo) e dagli Obiettivi generali del processo formativo (Ogpf).

2. Elementi pedagogico-didattici della riforma

Profilo educativo, culturale e professionale

Il Profilo definisce le competenze che un ragazzo di 14 anni dovrebbe aver maturato durante la Scuola primaria e secondaria di primo grado. Si tratta di ciò che dovrebbe "sapere" e "saper fare", valorizzando la sue "capacità" per essere la persona e il cittadino di domani. Le "competenze" indicate sono sette ed è bene averle sempre presenti perché al loro raggiungimento contribuiscono tutte le discipline, compreso appunto l'Irc: «Esprimere un personale modo di essere e proporlo agli altri; interagire con l'ambiente naturale e sociale che lo circonda, e influenzarlo positivamente; risolvere i problemi che di volta in volta incontra; riflettere su se stesso e gestire il proprio processo di crescita, anche chiedendo aiuto, quando occorre; comprendere, per il loro valore, la complessità dei sistemi simbolici e culturali; maturare il senso del bello; conferire senso alla vita». Si tratta di traguardi da maturare negli ambiti dell'Identità (costituita dalle dimensioni della "conoscenza di sé", della "relazione con gli altri", dell'"orientamento"); degli Strumenti culturali da acquisire (tra cui la riflessione sulla dimensione religiosa dell'esperienza umana e l'Irc); della convivenza civile (tra cui i "diritti-doveri del cittadino" e la ricerca per sé e per gli altri di "un benessere fisico strettamente connesso a quello psicologico, morale e sociale").

Gli Obiettivi generali del processo formativo

I principi ispiratori che dovranno guidare l'azione della scuola secondaria di primo grado si ritrovano elencati negli Obiettivi generali del processo formativo, un riferimento quindi indispensabile. Come emerge dalla loro lettura, la centralità della persona costituisce il punto focale di questi Obiettivi. Si propongono di dare volto ad una Scuola che sia:

  • Scuola dell'educazione integrale della persona;
  • Scuola che colloca nel mondo;
  • Scuola orientativa;
  • Scuola dell'identità;
  • Scuola della motivazione e del significato;
  • Scuola della prevenzione dei disagi e del recupero degli svantaggi;
  • Scuola della relazione educativa.

Dall'analisi di tali Obiettivi emergono alcuni criteri che dovranno ispirare l'azione educativa e didattica della scuola secondaria di primo grado:

a)le discipline di studio devono essere intese come strumenti, più che come fini del processo formativo, mezzi di educazione della persona;

b)la scuola deve favorire la consapevolezza di sé, delle proprie potenzialità, delle proprie attitudini e dei propri interessi, e si configura perciò come scuola orientante, non in termini riduttivamente professionalizzanti, ma alla scoperta di sé e agli orizzonti di senso e di impegno;

c)la dimensione relazionale è non meno importante di quella cognitiva e la scuola è chiamata ad essere ambiente educativo nel quale si sperimenta l'accoglienza, la solidarietà, l'attenzione anche ai meno fortunati.

In una scuola così concepita l'Irc rappresenta una risorsa particolarmente preziosa, per lo specifico contributo che è in grado di offrire in relazione al perseguimento degli Obiettivi generali sopra richiamati. Questo implica che l'Irc si caratterizzi per la sua dimensione di strumento culturale al servizio dello sviluppo della persona, non quindi come apparato nozionistico, che sappia dialogare con gli altri insegnamenti in una prospettiva autenticamente interdisciplinare. Inoltre, dal punto di vista dell'approccio metodologico, vanno privilegiate modalità capaci di sollecitare la partecipazione attiva, tenendo presente non solo la dimensione cognitiva, ma anche quella affettiva degli alunni, favorendo l'incontro con la loro esperienza e sollecitando il gusto della ricerca, del confronto, del dialogo. L'Irc è sollecitato ad articolare i contenuti, redatti in conformità alla dottrina della Chiesa, in stretta relazione con lo sviluppo psicologico, culturale e spirituale dell'alunno "in situazione", accogliendo e valorizzando tutti gli alunni, ivi compreso chi è portatore di "diverse abilità".

Gli obiettivi specifici dell'Irc

Vengono riportati di seguito gli Obiettivi specifici di apprendimento (Osa) propri della religione cattolica, enucleati in "conoscenze" e "abilità". Le "conoscenze" riguardano i nuclei tematici della religione cattolica, divisi per le classi prima-seconda e per la terza classe (che ha finalità orientative e di collegamento con lo sviluppo scolastico successivo, di tipo liceale o professionale). Pur essendo conoscenze disciplinari, con riferimento quindi a nuclei tematici specifici, esse vanno apprese come riflessione per l'approfondimento della dimensione religiosa, nel rispetto delle diverse altre visioni religiose, sia storicamente significative che oggi presenti nel territorio, in dialogo con i vari sistemi di significato che uomini e donne attualmente possono dare ai propri orientamenti esistenziali, aperte chiaramente al confronto con le conoscenze delle altre discipline di insegnamento. Le "abilità" richiamano il processo di apprendimento attraverso cui l'allievo va sviluppando concreti comportamenti e atteggiamenti nei confronti dei contenuti conoscitivi, per interiorizzarne i valori fino a farli diventare "competenze" ed in questo modo essere anche in grado di renderli trasferibili in ogni area del sapere per l'esistenza umana. Per cui le "conoscenze" e le "abilità" delle Indicazioni Nazionali non vanno intese come sollecitazioni per un processo di apprendimento tecnico-mnemonico di verità dottrinali, ma suppongono un rapporto stretto tra l'esperienza dell'allievo, le sue domande ed il processo educativo che l'Insegnante di religione cattolica (Idr) è chiamato ad attivare attraverso l'azione didattica, per introdurre l'alunno nella dimensione religiosa dell'esistenza. Gli Osa dell'Irc per la scuola secondaria di primo grado sono stati previsti ed ordinati a partire dagli orientamenti dati dalla stessa riforma, in particolare in considerazione della centralità della persona dell'alunno di questa età, nel rispetto della identità della religione cattolica prevista dal Concordato e in considerazione della laicità della scuola. Tali Obiettivi sono stati formulati in una prospettiva di continuità pedagogica-didattica con gli Obiettivi del primo ciclo (sia con quelli della scuola dell'infanzia che con quelli della scuola primaria) e nella loro elaborazione si sono tenuti presenti anche gli Osa delle altre discipline, in particolare gli Osa di italiano, storia, arte ed educazione alla Convivenza civile. Gli Osa caratterizzano l'identità specifica della disciplina "Religione cattolica" e disegnano la mappa culturale che gli Idr devono possedere e padroneggiare. Questo non significa che devono essere sviluppati seguendo la sistematicità e l'ordine della loro presentazione, sono Obiettivi che l'Idr deve considerare e interpretare didatticamente, utilizzandoli come base per la formulazione degli Obiettivi formativi (Of) che guidano le singole Unità di apprendimento (Ua) di volta in volta progettate. Ricordiamo che mentre gli Osa hanno la loro fonte nella disciplina di riferimento (e ne riflettono l'ordine epistemologico), gli Of sono definiti tenendo conto dell'esperienza dell'alunno (in un momento specifico del suo sviluppo psicologico e sociale), dei suoi interessi e delle sue domande. La traduzione degli Osa in funzione della definizione degli Of considera anche l'apertura multi, inter e transdisciplinare dell'Irc. Infine, gli Osa rappresentano i riferimenti essenziali ai quali ciascun Idr si deve rapportare, a garanzia non solo della correttezza scientifica, anche dell'unità che a livello nazionale va garantita, nel rispetto della flessibilità richiesta dall'autonomia e dall'apertura al territorio; soprattutto consentono agli alunni di maturare, nei modi adatti alla loro età, in tutte le dimensioni tracciate nel Profilo.

3. Obiettivi specifici di apprendimento per le classi prima, seconda e terza

Gli Osa "conoscenze" seguono una logica progressiva di sviluppo dei principali nuclei tematici del cristianesimo. Potrebbero apparire ripetitivi rispetto a quanto già presentato nell'elenco degli Osa della scuola primaria, di fatto tale ripetitività è solo apparente, dal momento che la riconsiderazione ciclica di contenuti significativi e complessi consente, nelle diverse età, livelli di approfondimento e di integrazione delle conoscenze via via maggiori e richiede approcci metodologici di tipo differenziato.

3.1. Criteri di lettura degli Obiettivi specifici di apprendimento dell'IRC

Criteri generali

Con il ricononoscimento dell'autonomia alle istituzioni scolastiche viene meno lo strumento tradizionale di governo della didattica, i programmi nazionali. Al posto dei programmi il ministero, sulla base di quanto previsto dal D.P.R. n.275/99, emana degli indirizzi o Indicazioni Nazionali che stabiliscono alcuni vincoli entro i quali la progettualità delle scuole autonome dovrà svilupparsi. Gli Osa si collocano all'interno di tali indirizzi nazionali e costituiscono i riferimenti che obbligatoriamente le scuole autonome devono prendere in considerazione e utilizzare nella elaborazione dei curricoli didattici. Nell'utilizzazione degli Osa in funzione della definizione degli Of e della progettazione delle Ua i docenti devono essere consapevoli di come l'elenco, ripartito per discipline e per educazioni, non vada sistematicamente e meccanicamente trasferito nell'azione didattica, ma vada considerato come una "mappa culturale" che orienta l'azione didattica, un repertorio dal quale attingere e da interpretare tenendo conto anche delle prospettive dell'unitarietà, dell'interdisciplinarità, della transdisciplinarità. Come già ricordato, gli Osa sono ripartiti nelle due colonne delle "conoscenze" (colonna di sinistra) e delle "abilità" (colonna di destra). Si tratta di una impianto che non richiede una precisa corrispondenza tra le due colonne, in quanto l'elenco non si pone sul versante dell'operatività didattica, che invece è riservata ai soggetti delle singole istituzioni scolastiche. Va anche tenuto presente che la colonna delle abilità non è subalterna a quella delle conoscenze, sollecita piuttosto una feconda integrazione fra "sapere" e "saper fare", in vista dell'"essere" della persona dell'allievo, capace di maturare ed esprimere le "competenze" elencate nel Profilo. Gli Osa, inoltre, sono proposti secondo un criterio di gradualità didattica, scanditi per periodi, il primo comprendente il biennio iniziale, e l'ultimo coincidente con il terzo anno, quello conclusivo non solo della scuola secondaria di primo grado, ma dell'intero ciclo.

Criteri specifici

La formulazione degli Osa esige che per l'Irc si tengano presenti, oltre i criteri generali sopra esposti, anche altri criteri inerenti alla specificità della disciplina, qui richiamati:

  1. L'apertura, il confronto e l'interazione fra discipline ed i relativi Osa, che comportano un'attenzione particolare alla scansione disciplinare in modo da articolare i contenuti propri della religione cattolica in sintonia, per quanto possibile, con quelli delle altre discipline.
  2. La fedeltà ai nuclei fondanti del dato cristiano (l'incontro tra Dio e l'uomo; Gesù Cristo, Figlio di Dio e Salvatore; la Chiesa; l'agire cristiano nell'orizzonte della speranza), espressi nella specifica professione di fede cattolica in tutta la sua valenza culturale e con evidente attenzione alla scuola. Va osservato che ciascun nucleo fondante, a cui rimandano gli Osa, è comprensivo di altri elementi e aspetti collegati al sapere religioso, come: il bisogno di Dio insito nel cuore umano e che si esprime nei segni-simboli delle religioni; la rivelazione di Dio all'uomo nel suo rapporto con le figure dell'Antico e del Nuovo Testamento (persone ed eventi); la comunità cristiana come mistero espresso nelle immagini di famiglia e di popolo di Dio, nelle sue varie espressioni: della celebrazione e delle feste liturgiche (Pasqua-domenica, Natale, ecc.), dell'annuncio e della preghiera, della testimonianza della carità e del dialogo.
  3. La valorizzazione della Bibbia e dei suoi effetti nella cultura, per cui la Bibbia va considerata non solo in se stessa ma anche negli effetti prodotti nel tempo, nei segni e nei documenti che da essa scaturiscono: gli stili di vita evangelici, i testimoni di ieri e di oggi, alcune espressioni del pensiero cristiano, le espressioni artistiche, la vita e gli eventi forti della comunità cristiana; un'importanza particolare, sempre in riferimento alla Bibbia, va attribuita ai testi del magistero della Chiesa.
  4. Il dialogo con le altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e quello con le altre religioni, che comporta la consapevolezza di una confessionalità aperta ai segni religiosi dell'ambiente e a quelli di altri popoli, nonché al confronto (il tutto proporzionato all'età, alla classe, al contesto di vita degli alunni, ecc); è mplicita qui l'attenzione anche alla multiculturalità da cui, come si è già accennato, non si può prescindere in una società in cambiamento com'è quella attuale.
  5. Altro criterio, di grande rilievo soprattutto per la praticabilità didattico-metodologica degli Osa, riguarda l'attenzione ai primi destinatari dell'Irc, i ragazzi, per cogliere dentro le loro attese e domande l'apertura al mistero della vita, il confronto con gli interrogativi più profondi ai quali le religioni, in particolare il cristianesimo, cercano di dare una risposta significativa.

Di fatto un filo rosso percorre i criteri indicati. Esso si può esprimere nella dinamica di un percorso che comprende molti passaggi, che vanno dall'umano all'umano religioso, dal religioso al cristiano, dal cristiano al cristiano-cattolico, con l'accoglienza e l'apertura verso chi professa un credo diverso e/o segue un altro sistema di significato. Sono passaggi indicativi di un possibile percorso che porta gli alunni a sviluppare la loro personalità nella dimensione religiosa, in vista anche della convivenza civile.

3.2. I contenuti espressi nelle conoscenze e nelle abilità

La lettura attenta degli Osa di religione cattolica permette di individuare i contenuti religiosi espressi nelle "conoscenze" e nelle "abilità", che gli alunni dovranno acquisire nell'arco della scuola secondaria di primo grado. Entrambi esprimono attenzione al criterio della "conformità alla dottrina della Chiesa", "nel quadro delle finalità della scuola". Mentre "conformità alla dottrina della Chiesa" sta ad indicare coerenza nella trattazione dei nuclei fondanti del mistero cristiano, l'"attenzione alla scuola" sta a indicare che il dato cristiano va trattato tenendo in considerazione la specificità del contesto della scuola, oggi in profonda revisione, quindi mettendo in atto queste tre scelte:

  1. essenzializzazione e organicità. Esprimono la scelta di promuovere un insegnamento che si sviluppa attorno ai nessi fondamentali del cristianesimo: Dio, Cristo, Chiesa, morale, per cui la connessione fra questi nuclei centrali del cristianesimo, grazie ad una conoscenza non a sé stante ("conoscenze") ma integrata con un accostamento più diretto e partecipato ("abilità"), sarà in grado di contribuire alla maturazione delle "competenze" prevista alla fine del primo ciclo scolastico;
  2. concentrazione su alcuni nuclei tematici essenziali. Essi rispettano la tripartizione del "credo" secondo la visione cristocentrica della più genuina tradizione cristiana. Con ciò si vuol mediare l'idea che i diversi contenuti hanno pienezza e compimento in Gesù Cristo. In Lui oltretutto si trova il punto di convergenza per cogliere e valorizzare quanto di comune c'è nelle altre confessioni religiose e così far emergere lo specifico, ossia il cristianesimo nella confessione cattolica;
  3. fenomenicità del dato cristiano. Ci sono aspetti tangibili del cristianesimo che riguardano l'esperienza cristiana, i fatti di vita, le persone, i segni-simboli delle tracce cristiane nella storia, i documenti. Nella trattazione dei contenuti si dovranno tenere presenti le componenti dell'esperienza religiosa: antropologica, teologica, storica, etica, linguistica, artistica.

Possiamo quindi dire che gli Osa esprimono gli elementi essenziali del cristianesimo, elementi che, nel rispetto della scuola, si articolano su quattro versanti:

  • il versante della dimensione storico-rivelata espressa nel dato cristiano-cattolico;
  • il versante delle fonti, con un'attenzione particolare alla Bibbia e al suo linguaggio;
  • il versante del "rispetto" e del "dialogo" con altre confessioni religiose (e con altri sistemi di significato);
  • il versante dell'uomo in ricerca di senso e quindi le domande che egli porta con sé dinanzi al mistero della vita.

Se viene data per scontata l'importanza (e il collegamento) dei due primi versanti, anche gli altri due hanno un notevole rilievo per la trasmissione del dato cristiano nella scuola. Il versante del rispetto e del dialogo garantisce un apprendimento ecumenico ed interreligioso richiesto dalla situazione attuale sociale, sempre più diversificata e culturalmente varia, anche per i continui flussi migratori a cui l'Italia e l'Europa sono soggetti. Il versante dell'attenzione al personale momento che i ragazzi stanno passando, in una stagione della loro vita piuttosto complessa seppure molto feconda, favorisce lo sviluppo delle domande di senso e l'apertura al mistero della vita, con il suo fascino e le sue contraddizioni. In questo confronto dinamico con i destinatari, bisognerà tenere ben presente la gradualità pedagogico-didattica: fin dal primo dei due periodi nei quali si articola la scuola secondaria di primo grado gli alunni saranno portati a conoscere e confrontarsi con elementi specifici della dottrina, del culto e dell'etica di altre religioni, in particolare dell'Ebraismo e dell'Islam, per poi, nell'ultimo anno, allargare lo sguardo anche sui fenomeni religiosi oggi diffusi.

II. Orientamenti Metodologico-didattici

Come abbiamo visto, gli Osa dell'Irc sono raggruppati intorno ad alcuni essenziali nuclei contenutistici (Dio e l'uomo, Gesù di Nazareth, La Chiesa e i cristiani, I valori morali). Rrichiedono di essere meglio specificati, scanditi nei diversi periodi del ciclo, per venire poi tradotti nelle Ua: L'importanza di tali nuclei contenutistici è tale per cui essi sono posti al centro di attenzione per l'Irc e proposti nella scuola fin dalla scuola dell'Infanzia, all'interno del primo ciclo tanto nella scuola primaria che nella scuola secondaria di primo grado. Quello che cambia è, da un lato, il livello di approfondimento concettuale e, dall'altro, l'approccio metodologico, che deve riflettere l'attenzione alle modalità di apprendimento proprie delle diverse età. Pur considerando la varietà di impostazioni metodologiche alle quali l'Idr può attingere, ci sono però alcuni criteri qualitativi che è bene tenere presenti per un'efficace traduzione in aula dei nuclei di riferimento, che nell'ordine sono::

a) Significatività La definizione dei nuclei contenutistici risponde ad una esigenza di significatività disciplinare, ma sul piano didattico la significatività epistemologica deve incontrarsi con la significatività psicologica, che riguarda appunto la relazione tra i contenuti proposti e i "vissuti" degli alunni. E' il terreno delicato della motivazione. Una buona offerta didattica è quella che riesce a far avvertire agli alunni la relazione che c'è tra i contenuti culturali proposti attraverso l'insegnamento e la loro vita.

b) Problematizzazione La scuola dell'apprendimento richiede che ci sia una reale partecipazione dell'alunno. E' importante saper presentare un argomento di studio in termini problematici, capaci di focalizzare l'interesse degli alunni e di coinvolgerli in un personale ed attivo lavoro di riflessione, di rielaborazione, di messa in discussione delle proprie idee, di apertura.

c) Concettualizzazione e trasferibilità Una buona esperienza di apprendimento deve consentire agli alunni di "andare oltre" le informazioni, e di raggiungere un quadro concettuale più ampio. L'azione didattica deve favorire l'utilizzazione dei concetti acquisiti grazie allo studio di un tema particolare applicandoli ad altre situazioni, a contesti diversi.

d) Integrazione Un ulteriore elemento di qualità è dato dal fatto che un'esperienza di apprendimento sia occasione di utilizzazione di più punti di vista disciplinari, così da favorire la consapevolezza dell'unità del sapere. Anche l'Irc non va inteso in termini settoriali, privo di relazioni con gli altri saperi, ma è opportuno valorizzarne la grande potenzialità di dialogo con gli altri saperi.

e) Flessibilità La conduzione di un'esperienza didattica si svolge nel tempo, attraverso una serie di passaggi importanti (l'ascolto, la discussione, la formulazione di ipotesi, la ricerca, la rielaborazione, la sintesi.). La flessibilità metodologica rappresenta una importante condizione di qualità.

1.1. Dagli Obiettivi specifici agli Obiettivi formativi

Parlare di Obiettivi formativi significa entrare in maniera decisiva nel lavoro didattico degli insegnanti, con l'attenzione dovuta al contesto culturale e scolastico e alla necessaria mediazione delle Ua. Gli Of sono traguardi da raggiungere che coniugano a livello didattico sia gli Ogpf che gli Osa. Non si può infatti mettere a frutto didatticamente gli Osa senza tener presenti l'orizzonte educativo di cui sopra, in particolare appunto gli Ogpf. Gli Of richiedono quindi alcune attenzioni:

a. si realizzano attraverso la predisposizione di compiti di apprendimento accessibili agli alunni; sono quindi legati alla logica psicologica e didattica;

b. sono formulati come traguardi chiari, importanti e significativi da raggiungere, come risposte di qualità ai bisogni dei destinatari;

c. sono da considerare nella prospettiva del processo di apprendimento che richiede tempi e modi rispettosi delle caratteristiche personali;

d. sono punti di riferimento e guida per la progettazione delle Ua.

Gli Of sono sempre frutto di riflessione e di negoziazione da parte dell'insegnante che considera alcuni aspetti o prospettive, vale a dire le variabili in gioco nell'attività didattica: capacità ed esigenze degli alunni (legate alle loro esperienze), esigenza della disciplina, la trasferibilità didattica in contesto. In particolare l'insegnante, nel caso specifico l'Idr, dovrà conoscere le "capacità" dell'alunno in relazione alle "conoscenze" e "abilità" specifiche dell'Irc, quindi dovrà procedere all'identificazione di Ua che daranno il via a un percorso organico e mirato.

1.2. Dagli Obiettivi formativi alle Unità di apprendimento

Il processo didattico dell'Irc, come quello delle altre discipline, sarà ordinato al raggiungimento degli Of, facendo leva sul passaggio dalle "capacità" dell'alunno all'acquisizione delle specifiche "competenze". Le Ua disciplinari, intese come segmenti di attività didattiche, richiedono la formulazione di uno o più Of integrati, la precisazione delle attività didattiche da attivare e la decisione sulle modalità di verifica e di documentazione, anche in vista della compilazione del Portfolio personale dell'allievo. Le Ua possono riguardare il gruppo classe o altri tipi di raggruppamenti. A volte assumono la forma del laboratorio. Sempre richiedono dagli insegnanti e dalle famiglie una particolare attenzione alla declinazione del Profilo esplicitato nel Piano dell'offerta formativa (Pof) di ciascuna Istituzione scolastica, in riferimento a quanto dettato dai Documenti nazionali. Sull'orizzonte del "sapere religioso", così come delineato nei punti precedenti, per una sintesi operativa che possa orientare gli Idr nella progettazione delle Ua, i criteri da privilegiare sono i seguenti:

a. la valorizzazione dell'esperienza personale, sociale, culturale e religiosa dell'alunno;

b. l'uso graduale dei documenti della religione cattolica, in particolare la Bibbia, i testi della tradizione cristiana e del magistero, opportunamente scelti per giungere alla padronanza di abilità metodologiche e di indagine indispensabili alla comprensione del messaggio cristiano;

c. l'attenzione ai segni-simboli della religione cattolica letti come espressioni della tradizione ebraico-cristiana, riscontrabili nella memoria storico-artistica e culturale italiana ed europea;

d. l'incontro con testimoni della storia che hanno saputo e sanno coniugare i valori cristiani con la vita, offrendo esempi concreti di giustizia, rispetto, accoglienza, integrazione sociale, impegno coerente e responsabile, cooperazione e solidarietà;

e. la conoscenza e il dialogo con altre confessioni religiose e con altri sistemi di significato presenti nella società multietnica, multiculturale e multireligiosa.

Si delinea in questo modo una costante correlazione, ossia un processo circolare di apprendimento che va dall'apertura al senso della vita, intercettando quindi "la vita e le sue domande", all'interpretazione religiosa (nel nostro caso: cristiano-cattolica) attraverso l'incontro e il dialogo con altre confessioni religiose e/o sistemi di significato. Questo permette un approccio al cattolicesimo che supera l'astrazione dal vissuto e permette di rilevare la dimensione religiosa dell'esperienza in modo da cogliere la portata umanizzante della "cultura" cattolica. In questo "processo circolare" il confronto con il territorio diventa indispensabile. Le "competenze" acquisite nell'Irc contribuiscono alla compilazione del Portfolio. Per questo potranno e dovranno essere messe a disposizione prove scolastiche significative, osservazioni docente-famiglia-allievo, indicazioni di sintesi utili all'esercizio delle funzioni proprie di questo strumento: la valutazione e l'orientamento.

Fino all'aula

Queste "Raccomandazioni" intendono accompagnare gli IdR in aula, dove la loro formazione viene effettivamente messa alla prova. Partendo dall'esperienza di insegnamento acquisita negli anni, dal desiderio di entrare nella riforma scolastica in atto portando un proprio autorevole contributo, si può guardare in avanti con una ragionevole speranza di arrivare "fino all'aula" e tradurre nel migliore dei modi le Indicazioni nazionali riguardanti anche l'Irc e qui riproposte. La sottoscrizione degli Osa appena presentati rappresenta l'atto ufficiale di questo disponibilità. Si tratterà di ripartire da dove eravamo arrivati. La Sperimentazione aveva messo in movimento persone ed energie, per un risultato che richiede senz'altro di venire ripensato ma che ha maturato alcune prospettive significative, di grande rilievo, dovute in particolare:

  • ad un Irc aperto alla scuola che si andava riformando;
  • ad una didattica ben concentrata sia per la coerenza dei contenuti che per modalità pedagogiche attenta ai singoli destinatari;
  • all'incontro e al dialogo con la/e cultura/e e con le altre Chiese e comunità ecclesiali cristiane e con altre religioni;
  • ad una elaborazione dei testi scolastici più mirata;
  • all'incontro tra gli Idr delle diverse regioni d'Italia.

Facendo quindi tesoro delle scelte didattiche emerse, in particolare del principio della correlazione, dei criteri dell'essenzialità e della progressione ciclica (anche se quest'ultimo con un'applicazione meno rigida), si tratta ora di continuare ad operare per promuovere un Irc sempre più dentro la scuola, capace di interagire con le altre discipline ed "educazioni" per un insegnamento che effettivamente contribuisca al raggiungimento di quelle attese espresse dalle "competenze" elencate dal Profilo e sintetizzate dal raggiungimento di una felice "convivenza civile". Con l'attenzione di cui sopra, si possono valorizzare i risultati della Sperimentazione pubblicati nel Documento conclusivo della sperimentazione nazionale sull'IRC, n. 5 (2002). Le matrici progettuali stesse possono aiutare a traghettare il rinnovamento dell'Irc che in questi anni ha imparato a misurarsi, oltre che sul "credo" cristiano, anche sulla dimensione religiosa della cultura e della storia, con attenzione al dialogo con altre confessioni religiose e altri sistemi di significato. Sono uno strumento che, opportunamente adattato, può risultare utile agli Idr ad essere aiutati a saper scegliere, a provare e a lavorare tenendo conto sia della trattazione dei contenuti, con attenzione a nuclei tematici essenziali e significativi da sviluppare in forma progressiva e ciclica, sia del pluralismo culturale e religioso presente nel contesto attuale socio-culturale e quindi scolastico, nazionale, europeo ed anche locale. In questa fase bisognerà procedere su due piste di lavoro:

  • informare bene sulla riforma in atto e sulla ricaduta che essa ha sull'Irc;
  • predisporre percorsi didattici significativi.

La responsabilità dell'attività di aggiornamento è diversamente distribuita, anche se alle regioni, continuando una scelta che si va consolidando, spetterà la parte più rilevante ed operativa, con il contributo del Servizio nazionale per l'Irc e di alcune Università a ciò deputate. La forma dei "laboratori didattici" è sempre la più efficace, da attivarsi in varie forme di collaborazione, con l'intento di progettare e di sviluppare sul campo l'Irc all'interno del Pof, nel quadro del Decreto Legislativo del 19 febbraio 2004, n. 59, avendo ben presente che la finalità dell'insegnamento sta nel contribuire in maniera decisiva perché gli alunni abbiano «a costruirsi una vita ben riuscita, dentro una prospettiva ricca di senso».


A cura del Servizio Nazionale I.R.C. della C.E.I.

Obiettivi specifici di apprendimento (OSA) - Scuola secondaria di primo grado

Classe prima e seconda

Conoscenze

Abilità

Ricerca umana e rivelazione di Dio nella storia: il Cristianesimo a confronto con l'Ebraismo e le altre religioni Evidenziare gli elementi specifici della dottrina, del culto e dell'etica delle altre religioni, in particolare dell'Ebraismo e dell'Islam
Il libro della Bibbia, documento storico-culturale e parola di Dio" Ricostruire le tappe della storia di Israele e della prima comunità cristiana e la composizione della Bibbia
L'identità storica di Gesù e il riconoscimento di lui come Figlio di Dio fatto uomo, Salvatore del mondo Individuare il messaggio centrale di alcuni testi biblici, utilizzando informazioni storico-letterarie e seguendo metodi diversi di lettura -Identificare i tratti fondamentali della figura di Gesù nei vangeli sinottici, confrontandoli con i dati della ricerca storica -Riconoscere le caratteristiche della salvezza attuata da Gesù in rapporto ai bisogni e alle attese dell'uomo, con riferimento particolare alle lettere di Paolo -Documentare come le parole e le opere di Gesù abbiano ispirato scelte di vita fraterna, di carità e di riconciliazione nella storia dell'Europa e del mondo
La preghiera al Padre nella vita di Gesù e nell'esperienza dei suoi discepoli Individuare lo specifico della preghiera cristiana e le sue diverse forme
La persona e la vita di Gesù nell'arte e nella cultura in Italia e in Europa, nell'epoca medievale e moderna Riconoscere vari modi di interpretare la vita di Gesù, di Maria e dei santi nella letteratura e nell'arte. -Individuare gli elementi e i significati dello spazio sacro nel medioevo e nell'epoca moderna
L'opera di Gesù, la sua morte e risurrezione e la missione della Chiesa nel mondo: l'annuncio della Parola, la liturgia e la testimonianza della carità Individuare caratteristiche e responsabilità di ministeri, stati di vita e istituzioni ecclesiali
I sacramenti, incontro con Cristo nella Chiesa, fonte di vita nuova Cogliere gli aspetti costitutivi e i significati della celebrazione dei sacramenti
La Chiesa, generata dallo Spirito Santo, realtà universale e locale, comunità di fratelli, edificata da carismi e ministeri Riconoscere i principali fattori del cammino ecumenico e l'impegno delle Chiese e comunità cristiane per la pace, la giustizia e la salvaguardia del creato
Classe terza
Conoscenze Abilità
La fede, alleanza tra Dio e l'uomo, vocazione e progetto di vita Riconoscere le dimensioni fondamentali dell'esperienza di fede di alcuni personaggi biblici, mettendoli anche a confronto con altre figure religiose
Fede e scienza, letture distinte ma non conflittuali dell'uomo e del mondo Confrontare spiegazioni religiose e scientifiche del mondo e della vita
Il cristianesimo e il pluralismo religioso Cogliere nei documenti della Chiesa le indicazioni che favoriscono l'incontro, il confronto e la convivenza tra persone di diversa cultura e religione
Gesù, via, verità e vita per l'umanità Individuare nelle testimonianze di vita evangelica, anche attuali, scelte di libertà per un proprio progetto di vita
Il decalogo, il comandamento nuovo di Gesù e le beatitudini nella vita dei cristiani interpersonali, l'affettività e la sessualità. Motivare le risposte del cristianesimo ai problemi della società di oggi
Gesù e la Chiesa nella cultura attuale e nell'arte contemporanea Confrontare criticamente comportamenti e aspetti della cultura attuale con la proposta cristiana
Vita e morte nella visione di fede cristiana e nelle altre religioni Individuare l'originalità della speranza cristiana rispetto alla proposta di altre visioni religiose

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