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Storia del sito Stampa questa pagina

Tutto è iniziato con l’ormai storico “Foglio di collegamento” , una specie di bollettino periodico che veniva spedito via posta ordinaria a tutti gli IdR, da Sergio Bocchini, nuovo responsabile dell’Ufficio IRC. Nell’anno scolastico 2003-04 si è pensato di fare un salto di qualità e di spedire il “Foglio” via e-mail, costringendo gli insegnanti (o invogliandoli, dipende dai punti di vista) a dotarsi di computer  collegati a internet e soprattutto di tanta buona volontà per entrare nel mondo dell’informatica.

Ma la voglia di creare un sito specifico per l’Ufficio IRC di Ivrea, patria dell’Olivetti, era già molto presente. Così, dopo  vari tentativi “fai da te” (mal riusciti), ci siamo imbattuti in Christian Parolo, un tecnico informatico (per passione) di Chivasso (TO), che ci ha offerto gratuitamente la sua Home page del sito del 2008competenza e la sua fantasia pragmatica per mettere su un sito. Un minuscolo gruppo di insegnanti ha collaborato con Christian fin dall’inizio, allargando gradualmente il giro agli insegnanti interessanti. Non c’è stato il boom sperato, ma piano piano si è aperto un cammino.

Dopo il primo sito del 2008 (vedi home page), già pensato come piattaforma di dialogo, di informazione  e di scambio di materiali didattici tra insegnanti, si è passati alla 2ª edizione (2009- vedi home page).  Questa versione fa un salto di qualità rispetto alla prima, sia da un punto di vista grafico che dei contenuti, e migliora la fruibilità del materiali messi a disposizione sul sito. CHome page del sito del 2009on la 3ª edizione (quella attuale, inaugurata il 15 febbraio 2010), il sito non solo si presenta in una vesta grafica elegante e super tecnologica, ma si apre al dialogo anche con gli alunni  e il mondo della scuola in generale. Ogni insegnante di religione, infatti, ha la possibilità di avere un suo blog personale e un’aula virtuale degli alunni (gestita da loro): strumenti che ci permettono di andare “oltre” l’ora di religione strettamente scolastica e di aprire un dialogo attivo con i nostri allievi.

Guardandoci indietro ci sembra molto vero quanto scritto sui muri della Boeing, a Seattle, dove comparve, anni fa, questa scritta: «Per ampiezza delle ali e peso il calabrone non potrebbe volare. Ma lui non lo sa e vola».  È un po’ anche la nostra piccola storia.

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